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Progetto Amministratore di Sostegno:
a otto mesi dalla partenza il project leader fa il punto della situazione

Data di pubblicazione: 19/02/2010

Progetto AdS tramite il suo gruppo operativo dal giugno 2009 ha incontrato in tutti i territori lombardi oltre 250 interlocutori associativi, rappresentanti di tutte le aree della fragilità. Ovunque è stato analizzato lo stato dell’arte sul tema “Protezione Giuridica” e sono emerse ricche percezioni di “utilità progettuale” e registrate diverse e peculiari condizioni per l’approfondire il percorso e sviluppare il progetto. Zaccheo Moscheni, coordinatore del progetto fa il punto della situazione

La navigazione e il clima a bordo del Progetto Amministrazione di Sostegno...

Da giugno siamo in viaggio, molti gli interlocutori associativi locali incontrati, numerose le analisi svolte a proposito dello stato dell'arte "Protezione Giuridica" in ciascuna ASL di Lombardia, ricche le percezioni di "utilità progettuale" registrate, diverse e peculiari le condizioni per l'approfondimento sul percorso e sullo sviluppo progettuale.

Faccio il punto, con beneficio di inventario, perché l'essenzialità ci priva dell'analisi di dettaglio e perché il percepito di ciascuno, qui oggettivamente non rappresentabile, è il vero barometro della nostra navigazione..

Anch'io sono a bordo e ho visto, sentito, toccato ...

Da giugno, abbiamo avviato incontri nei territori di Lombardia affinché la natura del Progetto, dei suoi caratteri e delle finalità specifiche fossero conosciuti dalla gran parte delle Associazioni di Volontari e Familiari... da allora il primo sasso in acqua è lanciato....
L'occasione ha favorito il necessario scambio con e tra gli interlocutori associativi a proposito del possibile coinvolgimento e alle azioni di realizzazione della Rete interassociativa affinché le volontà e il motore della progettazione in ambito locale fossero messe a punto...

Con lo stesso scopo informativo e consultivo abbiamo incontrato anche gli organismi regionali di ANFFAS, ANTEAS, AUSER, URASAM, raccolto interesse e sostegno alle azioni locali.

La fotografia d'insieme scaturita dagli incontri locali con oltre 250 rappresentanti associativi ci fa dire, com'è naturale sia, che il retroterra in materia di protezione giuridica e la maturità dei processi territoriali di rete hanno:
- influenzato il cronoprogramma e l'avvio delle operazioni sono decollate con maggiore tempestività ove già erano stati promossi percorsi e iniziative di informazione/formazione;
- favorito l'accoglienza dell'input Progetto AdS sia per valorizzare percorsi già effettuati che per produrne ex novo, stimolando così la messa in comune delle esperienze condotte;
- evidenziato l'assenza di Reti interassociative capaci di esprimere ruoli attivi e positivi per rappresentare e fronteggiare i bisogni delle diverse fragilità in ciascuna ASL;
- registrato una maggiore attenzione, sensibilità e organizzazione delle risposte nell'area della disabilità, mentre le altre fragilità (anziani, salute mentale e dipendenze ) risultano poco attive sul tema della PG.

Attraverso le voci del Terzo Settore, ovvero a mezzo di incontri diretti con le singole Istituzioni locali, abbiamo potuto registrare una differente sensibilità e maturità organizzativa degli Enti Pubblici interessati al tema Protezione Giuridica ( ASL - ENTI LOCALI - TRIBUNALI - UFFICI PIANO - PROVINCE )

Anche il livello istituzionale fornisce una fotografia d'insieme che si caratterizza per:
- l'influenza esercitata dagli input scaturiti dal livello normativo, in particolare per le ASL e gli Uffici di Protezione Giuridica e per i Giudici Tutelari,
- gli scarsi processi partecipativi generati dagli ENTI LOCALI attraverso i Tavoli di Settore, tanto che solo raramente traspare la presenza di riferimenti metodologici ed organizzativi condivisi per un lavoro sistematico sulla Protezione delle persone fragili;
- l'assenza di significative esperienze di supporto e sostegno agli Amministratori di Sostegno già nominati, ovvero concrete realizzazioni di Registro o Elenco degli stessi, fatta eccezione per l'area milanese influenzata dalla storica azione dell'Associazione Oltre Noi ..la Vita che ha concluso con soddisfazione una intesa con l'Amministrazione Provinciale.

Queste prime considerazioni esaltano il valore e l'ambizione del Progetto Amministrazione di Sostegno sorto per volontà della Fondazione Cariplo, del Coordinamento Regionale dei CSV e del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia, in partnership con LEDHA (Lega per i diritti delle persone con disabilità), con Oltre noi...la vita e la stessa Regione Lombardia.

Un Progetto pensato e finanziato per ovviare a ritardi e inadeguatezze rilevati nei territori diversi di Lombardia e per generare risposte di sistema, risposte dotate di caratteri peculiari coerenti con i princìpi della L.6/04, partecipate, stabili, innovative, fondate sulla consapevole responsabilità nella progettazione e nell'azione delle Associazioni del Terzo Settore.

Nella fotografia tra non pochi "scuri" si vedono anche "chiari" segni lasciati, per esempio, da processi formativi e informativi indifferentemente svolti a favore di familiari, volontari, operatori pubblici e i conseguenti benefici di tali azioni hanno assicurato una uniforme conoscenza di base circa il valore, i contenuti e le modalità del nuovo istituto.
Da queste iniziative sorge la condivisa percezione che sempre è auspicata e generabile un'attività di sistema che rimuova la precarietà dell'azione locale volontaria e promuova certezza di accesso per coloro che hanno diritto alla protezione giuridica.


La navigazione ci ha chiesto modifiche di rotta e adattamenti al motore...

Il Progetto originario non ha inteso confezionare e applicare un modello preordinato dall'alto... ha pensato una fase esplorativa dei caratteri e dei climi locali in materia di Protezione Giuridica per poi, analizzati i fattori di base e le condizioni del divenire, predisporre i necessari elementi di progettazione.
Già nei primi incontri dei 15 ambiti esplorati emergeva la necessità di condividere e costruire ipotesi progettuali che si adattassero alle maturità e necessità locali, cioè predisporre linee guida per i Progetti Locali, definire criteri per individuare e "legare" le Associazioni locali rappresentative delle diverse fragilità, predisporre i Protocolli d'Intesa e le strutture base per l'elaborazione del Progetto.

Il cammino di questi mesi ha rafforzato e delineato sempre meglio questa esigenza di flessibilità e rispetto dei caratteri locali e la "fragilità partecipativa e ideativa" dei territori lungi dall'esigere faticosi e morbidi processi di accompagnamento ci chiedevano di "integrare subito" ciò che si era previsto in Fase 1 con la sostanza della Fase 2.

E così gli Obiettivi della Fase 1 del Progetto regionale definiti in:
- garantire una conoscenza approfondita dello stato di attuazione della Legge 6/2004;
- attivare contatti e rapporti con le Organizzazioni e gli Enti di territorio;
- svolgere una prima condivisione sull'ipotesi di percorso;
- avviare una raccolta di dati significativi per il Progetto futuro;

sono stati rielaborati integrando le azioni previste (conoscenza, contatti, condivisione, raccolta) con quelle proprie della Fase 2 cioè caratterizzate da:
- una concreta progettazione operativa per ogni territorio, fondata sulla formale Rete interassociativa che aderisce al percorso di Progetto e sulla declinazione degli Obiettivi e delle Azioni per poter realizzare un nuovo ed efficace sistema di Protezione giuridica.

Ecco la novità... un progetto calibrato sulla "fragilità e sui ritardi" del territorio lombardo riceve un segnale inconfondibile affinchè, il Progetto non si adatti a tali caratteri ma possa affrontare ritardi e fragilità nella concreta progettazione del fare, nel generare rete e sistema, nello stare in campo da protagonista della progettazione...

E così... una tempistica predeterminata e omogenea che voleva la contestuale chiusura delle fasi 1 e l'avvio contestuale delle fasi progettuali 2, si è ridefinita con un cronoprogramma specifico in armonia con i tempi di maturazione di ciascun territorio.
Qui un primo successo... l'aver assunto a metodo l'adesione del Progetto alle peculiari caratteristiche del territorio, rendendo possibili passaggi di accompagnamento e sostegno delle organizzazioni locali, nel rispetto dei tempi e delle fasi di consolidamento o crescita delle relazioni interassociative, ovvero contestuale generazione partecipata e condivisa di prodotti "adulti" quali sono il Protocollo di Rete e la Progettazione operativa per generare un nuovo sistema di protezione per le persone fragili.

Ora che la rotta e il motore sono adattati che succede...

Non sfugge il peso dei ritardi e delle incertezze nella generazione di un rapporto alto e credibile tra le sfere pubbliche e private in materia di politiche alla persona e l'assenza di un virtuoso circuito delle relazioni in materia di progettazione dei servizi alla persona condiziona il terreno di confronto ordinato e ordinario tra le forze del TERZO SETTORE con gli interlocutori pubblici negli EE.LL, nelle ASL, presso i Giudici Tutelari, presso gli UFFICI di PIANO.

Questo terreno di confronto ordinato e ordinario è da costruire ... il Progetto è occasione e non può essere garanzia perché ciò avvenga ... al Progetto compete rafforzare l'identità associativa ed elevare lo sguardo ad un orizzonte diverso dalla singola finalità statutaria, per cogliere la portata di interessi sociali e personali.
Oggi, le ragioni per procedere sussistono forti e chiare e ogni territorio incontrato conosce :
- l'input progettuale che favorisce organizzazione locale e progettazione di sistema;
- il bisogno di un servizio di PG e di nuove risposte stabili, accessibili e coese;
- l'esistenza di fili e trame locali da rendere forti e comunicanti con una Rete formale;
- la necessità di aggiornamento/formazione che chiede stabilità e peculiarità;
- l'opportunità di formare volontari per generare AdS consapevoli ed autorevoli;
- l'esigenza degli Elenchi/Registri di AdS perchè i GT siano corroborati nell'arduo lavoro;
- il valore dei progetti individuali per le persone fragili per conseguire un beneficio reale;
- l'attesa degli AdS già in campo per azioni di sostegno e diffusione di modello...
- l'attesa delle famiglie per la funzione di orientamento e accompagnamento affinchè il "dopo di noi" perda i caratteri dell'emergenza e della risposta casuale...
- il bisogno di contenere/abbattere il ricorso "all'AdS istituzionale" per consentire la presa in carico dei progetti di vita delle persone vere con Amministratori di sostegno veri...

Ecco.. qui stà il cuore dei progetti che stanno nascendo concretamente a Sondrio, a Cremona, a Lecco, ecco le ragioni del lavoro in corso nei restanti territori di Lombardia... tutti impegnati a condividere le ragioni per avviare una fatica nuova.... da qui per tutti decorrono altri 2 anni di lavoro che ci separano dal traguardo finale che vorrebbe far coincidere la chiusura del Progetto regionale con la nascita di un nuovo servizio di supporto al sistema locale di Protezione Giuridica.

Nel frattempo che i territori tutti generano risposte di sistema e di responsabilità condivisa si rende necessario promuovere una assunzione di responsabilità pubblica per esaminare e risolvere le esigenze di governo delle amministrazioni di sostegno ( fragilità degli UPG delle ASL privi di autonomia operativa e governo locale dei processi, precarietà degli Uffici dei Giudici Tutelari limitati da insufficienza degli organici e da procedure poco snelle ed efficaci).
Su questo terreno l'azione di Regione Lombardia pare essere necessaria per monitorare e far crescere la qualità delle azioni in capo agli UPG e per avviare un confronto e una riflessione in ambito Ministero di Giustizia per dotare la Volontaria Giurisdizione dei mezzi necessari a sostenere gli interventi previsti dalla Legge 6.

Il sito del progetto, nel frattempo, ci accompagna e svolge, con il concorso di tutti, la messa in comune di azioni e riflessioni, cerca e diffonde buone prassi, fa sentire ognuno dei soggetti attivi nei diversi territori "parte" di una fatica e di un cammino, cosi che il "sostegno alle persone fragili" possa divenire parte attiva nell'esercizio dei loro diritti, sovente coincidenti con la loro qualità di vita.

Zaccheo Moscheni - project leader


Progetto Amministratore di Sostegno: info@progettoads.net
www.progettoads.net



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